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 IL SIDAM “MAXIMA”



 

VERSIONE CON UN EROGATORE CENTRALE DÌ DOLCIUMI E DUE LATERALI DÌ FIGURINE


 

1. INTRODUZIONE 

 IL DISPENSER MODELLO “MAXIMA” PRODOTTO DALLA SIDAM E’ UN MODELLO ASSOLUTAMENTE AVANZATO DÌ DISTRIBUTORE DÌ TIPO MECCANICO. 

QUESTO MODELLO RAPPRESENTA LA “SUMMA TEOLOGICA” DEI DISPENSERS DÌ FIGURINE E DOLCIUMI IN QUANTO RACCHIUDE IN SE LE “MAXIME” ESPRESSIONI DELLE CARATTERISTICHE CHE UN DISPENSER AVREBBE DOVUTO POSSEDERE, OVVERO: RESISTENZA, SEMPLICITA’, EFFICIENZA E SICUREZZA. 

IL DISPENSER SIDAM RISPONDE IN PIENO A TUTTE LE CITATE CARATTERISTICHE E SE POSSIBILE AGGIUNGE ANCHE QUELLA DÌ UNA LINEA DÌ DISEGNO CHE NON E’ CERTO “ARTISTICA” MA PIENAMENTE FUNZIONALE E GRADEVOLE, OLTRE CHE MODERNA ED ELEGANTE, PROPRIO IN VIRTU’ DELLA SUA SEMPLICITA’. 

IL MODELLO “MAXIMA” E’ UN MODELLO IN TUTTI I SENSI, PERCHE’ DEL MAXIMA NON ESISTE LA SOLA VERSIONE A DUE EROGATORI DÌ FIGURINE ED UNO DÌ GOMME (QUI’ PRESENTATO), MA ANCHE LA VERSIONE SINGOLO+SINGOLO OVVERO UN EROGATORE DÌ GOMME ED UN EROGATORE DÌ FIGURINE. 

IL MAXIMA E’ QUINDI UNA TIPOLOGIA SPECIFICA DÌ DISPENSER E RAPPRESENTA QUINDI UN  MODELLO RELATIVO AL SISTEMA MECCANICO ED ESTETICO, SVILUPPATO POI IN PIU’ FORME.

                            

 

IMMAGINE FRONTE - RETRO DEL DISPENSER SIDAM. NELLA PARTE POSTERIORE SI NOTANO LE DUE SERRRATURE, UNA IN BASSO PER BLOCCARE IL PORTELLO DELLA CASSA E QUELLA IN ALTO PER BLOCCARE LA COPERTUTURA AL TELAIO DEL DISPENSER.
 

 2. LA STRUTTURA

 LA STRUTTURA PORTANTE DEL MAXIMA E’ UNA SCATOLA METALLICA POSTA AL CENTRO DEL SISTEMA (NEL SENSO VERTICALE) E CHE POTREMMO INDIVIDUARE GUARDANDO LE FOTO SOPRA PUBBLICATE E CHE E’ RISCONTABILE NELLA PARTE AZZURRA IN BASSO DELLA FOTO ANTERIORE E NELLA PARTE BASSA DEL DISPENSER BEN DELIMITATA DA UNA BARRA DÌ RINFORZO BEN VISIBILE NELLA IMMAGINE DEL RETRO DEL DISPENSER APPENA SOPRA LA SERRATURA BASSA. 

QUESTA” SCATOLA” RINFORZATA PERMETTEVA L’INNESTO, SU DÌ ESSA, DÌ DUE ELEMENTI VERTICALI DETERMINANTI PER IL DISPENSER, LA PARTE BASSA DEI PIEDINI E LA PARTE ALTA DEI “CONTENITORI”. 

I PIEDINI ERANO ANCORATI AL FONDO DELLA SCATOLA PORTANTE CON NORMALISSIMI DADO-BULLONE, MENTRE NELLA PARTE ALTA DELLA SCATOLA TROVAVA ANCORAGGIO IL SISTEMA DÌ CONTENITORI (PALLINE  DÌ GOMMA AMERICANA E DÌ FIGURINE (IN QUESTO CASO DUE ).  NATURALMENTE LA COMPONENTE INGRANAGGI, INDISPENSABILE, ERA RICAVATA IN UN VANO CENTRALE, INTERMEDIO TRA IL TETTO DELLA SCATOLA PORTANTE ED IL FONDO DEL CONTENITORE DÌ DOLCIUMI, COME VEDREMO PIU’ AVANTI. 

LA SCATOLA PORTANTE, POI SVOLGEVA ANCHE LA FUNZIONE DÌ SPAZIO DÌ RACCOLTA MONETE (LA CASSA) ED ERA DOTATA, COME BEN VISIBILE NELLA FOTO DEL RETRO DÌ UNA SERRATURA A BAIONETTA ROTANTE CHE NE PERMETTEVA L’ACCESSO SOLO AL POSSESSORE DELLA CHIAVE. 

LA COPERTURA O CAPPELLO NON AVEVA FUNZIONI “PORTANTI” ANCHE SE DAVA SEMPRE UN CONTRIBUTO ALLA STABILITA’ DÌ TUTTO IL SISTEMA MA AVEVA FUNZIONI PROTETTIVE NEI CONFRONTI DEL PRODOTTO, SIA DÌ CARATTERE IGIENICO CHE DÌ CARATTERE “PRATICO” (INTEMPERIE FURTI ECC ECC..)

 

3. IL MOVIMENTO MECCANICO DEI DISPENSER SIDAM 

IL MOVIMENTO ROTATORIO IN SENSO ORARIO DELLA MANOPOLA (AZIONE MECCANICA) METTEVA IN MOTO UNA SERIE DI RUOTE DENTATE CAPACI DI DARE MOVIMENTO A DUE DIFFERENTI PARTI DEL MECCANISMO. 

PRIMA DI COMINCIARE A PARLARE DEL MECCANISMO, E’ PERO’ NECESSARIO DIRE CHE IL MOVIMENTO DELLA MANOPOLA ERA INTERDETTO DALLA MANCANZA DI UNA PARTE MECCANICA, MANCANZA REALIZZATA A BELLA POSTA. 

ERA COME SE LA SEQUENZA FISICA, OBBLIGATORIA QUANDO SI PARLA DÌ MECCANICA, FOSSE STATA INTERROTTA. 

PER FAR SI CHE LA SEQUENZA FOSSE RIPRISTINATA ERA NECESSARIA UNA ULTERIORE PARTE METALLICA PERMETTESSE ALLA MANOPOLA DÌ RUOTARE.
QUESTO ELEMENTO MANCANTE ERA LA MONETA DA 10 LIRE!
PONENDOLA INFATTI IN POSIZIONE, ERA LA MONETA, CHE, CON IL SUO SPESSORE, ANDAVA A RIEMPIRE UNA ZONA DEL MECCANISMO "SCAVATA", OVVERO IN LEGGERA DEPRESSIONE, RISPETTO AL LIVELLO DEL PIANO DI ROTAZIONE. 

QUANDO LA MANOPOLA RUOTAVA, UN PUNZONE METALLICO DOTATO DÌ MOLLA DÌ SPINTA VENIVA APPUNTO SPINTO DALLA MOLLA VERSO LA ZONA DÌ DEPRESSIONE.

 PARTICOLARE DEL RETRO DELLA MANOPOLA DI ROTAZIONE. SULLA SINISTRA AL CENTRO, SI NOTA IL PUNZONE, CON LA MOLLA ANCORATA DA UNA VITE CHE ENTRAVA IN UNA PICCOLA ZONA "SCAVATA"-IN LEGGERA DEPRESSIONE (APPENA VISIBILE IN ALTO LEGGERMENTE A SINISTRA TRA GLI INGRANAGGI DEL RETRO DELLA MANOPOLA DI ROTAZIONE) E BLOCCAVA LA ROTAZIONE.  LA PRESENZA DELLA MONETINA IMPEDIVA AL PUNZONE DI BLOCCARE IL SISTEMA. NELLA PARTE BASSA A DESTA E' VISIBILE IL SISTEMA DI ESPULSIONE FORZATA DELLA MONETA.

 SE NON C’ERA MONETINA E L’INCAVO ERA DÌ CONSEGUENZA VUOTO, LA MOLLA SPINGEVA IL PUNZONE ALL’INTERNO DELL’AREA SCAVATA, BLOCCANDO TUTTO IL SISTEMA. QUANDO INVECE LA ROTAZIONE AVVENIVA CON LE 10 LIRE INSERITE, IL PUNZONE, PUR SEMPRE SPINTO DALLA MOLLA NON RIUSCIVA AD ENTRARE NELL’AREA DÌ DEPRESSIONE PERCHE’ IMPEDITO DALLA SUPERFICIE DELLE 10 LIRE CHE AVEVANO “RIEMPITO” L’AREA “SCAVATA.
SALTANDO COSI’ IL BLOCCO DEL PUNZONE, LA ROTAZIONE POTEVA AVVENIRE.

 IN POCHE PAROLE LA LEVA POTEVA COMPLETARE IL SUO MOVIMENTO DÌ ROTAZIONE DÌ 360 GRADI SOLO SE UNA MONETA FOSSE STATA INSERITA ALL’INTERNO DELL’APPOSITA FERITOIA.

 NEL MECCANISMO SIDAM LA MONETA (DA 10 LIRE) RIMANEVA IN VISTA, UNA VOLTA POSTA SULLA FERITOIA DEL DISPENSER E RUOTAVA VERSO L’INTERNO DEL MECCANISMO FINENDO POI PER CADERE NON PER GRAVITA’ MA PERCHE' SPINTA FUORI DA UN ECCENTRICO, UNA VOLTA COMPIUTI POCO PIU' DI 180° DI ROTAZIONE. 

IL MECCANISMO ERA TALE CHE LA MANOPOLA RITORNASSE NELLA POSIZIONE NATURALE, DOPO AVER COMPIUTO UNA ROTAZIONE COMPLETA, SOLO SE NELLA SUA FASE INIZIALE DÌ MOTO LA FERITOIA PER LA MONETA FOSSE RISULTATA “RIEMPITA” DALLA MONETA INSERITA. 

OVVIO CHE, “INCOLLANDO” O INCASTRANDO, FRAUDOLENTEMENTE A BELLA POSTA, LA MONETA ALLA FERITOIA, NON SI AVEVA LA POSSIBILITA’ DÌ RUOTARE LA MANOPOLA PER TUTTE LE VOLTE CHE SI VOLEVA, PERCHE’ IL SISTEMA MECCANICO PREVEDEVA, TRAMITE UN SEMPLICE PERNO “ECCENTRICO”, DÌ SPINGERE - ANCHE SE DÌ POCO - LA MONETA FUORI DALL’ASSE DÌ ROTAZIONE E QUINDI ATTRAVERSO UNO SCIVOLO AD INVITO FUORI DAL MECCANISMO DÌ ROTAZIONE! QUAL’ORA L’AZIONE DELL’ECCENTRICO DÌ ESPULSIONE NON AVESSE OTTENUTO LO SCOPO DÌ ESPELLERE LA MONETA, QUESTA, RIMANENDO ALL’INTERNO DEL MECCANISMO IN ROTAZIONE, CON IL SUO SPESSORE BLOCCAVA LA ROTAZIONE FRAPPONENDOSI AGLI INGRANAGGI.

ELEMENTARE MA FUNZIONANTE!!!!!
 

4. L’EROGAZIONE DEL DOLCIUME 

UN SEMPLICE INGRANAGGIO DENTATO ORIZZONTALE VENIVA MESSO IN MOTO DALLA ROTAZIONE DELLA MANOPOLA CON L’EFFETTO DÌ FAR RUOTARE UNA BASE ORIZZONTALE METALLICA NELLA QUALE ERANO PRATICATI DUE FORI DEL DIAMETRO SOLO DI POCO MAGGIORE DI QUELLO DELLA PALLINA DI CHEWINGUM. 

LA ZONA SOTTOSTANTE IL CONTENITORE DELLE GOMME ERA DOTATA DÌ UN FORO DÌ DIAMETRO IDENTICO A QUELLO DELLA GOMMA AMERICANA. 

QUANDO LA BASE IN MOVIMENTO PORTAVA IL FORO (NEL QUALE ERA LEGGERMENTE “SEDUTA” - IN UNA APPOSITA DEPRESSIONE - UNA PALLINA DÌ CHEWINGUM) IN CORRISPONDENZA DEL FORO NELLA ZONA SOTTOSTANTE IL CONTENITORE, LA PALLINA DÌ GOMMA, NON AVENDO PIU’ UNA SUPERFICIE SOTTOSTANTE CHE LA SOSTENESSE,  CADEVA, PER GRAVITA’ E SI INCANALAVA MECCANICAMENTE LUNGO UN PERCORSO BREVE E VINCOLATO CHE LA PORTAVA ALLA “BUCA DI DISTRIBUZIONE” PROTETTA, IN GENERE, DA UNA SEMPLICE SARACINESCA A PERNI, PER IMPEDIRLE DI ROTOLARE IN STRADA!. 

FERMATI SUI LATI DELLA SCATOLA CONTENITORE DEI DOLCIUMI (FORMATA DA TRE PARETI DÌ METALLO (PARTE COLORATA DÌ BIANCO) E DAL LATO FRONTALE IN VETRO/PLEXIGLASS, C’ERANO POI TRE ”BRACCETTI” A MOLLA IL CUI SCOPO ERA QUELLO DÌ “MESCORE LE PALLINE DÌ GOMMA AMERICANA DÌ FARLE SEDERE DENTRO LE DUE SEDI PREDISPOSTE DA CUI, POI, PER MANCANZA DÌ FONDO DURANTE LA ROTAZIONE (ALLINEAMENTO CON IL FORO DÌ CADUTA) PRECIPITAVAANO VERSO IL CONDOTTO DÌ FUORIUSCITA.

 PARTICOLARE DEGLI INGRANAGGI MOSSI DALLA MANOPOLA DI ROTAZIONE (QUI' RIMOSSA). I DUE FORI CENTRALI (QUI' E BEN VISIBILE QUELLO DI DESTRA) SONO QUELLI NEI QUALI SI SIEDEVANO LE PALLINE DI GOMMA PRIMA DELLA LORO ESPULSIONE PER GRAVITA'.

     

 NELLE DUE IMMAGINI SI POSSONO NOTARE DIVERSI PARTICOLARI INTERESSANTI. IL PRIMO STRUTTURALE, INDIVIDUA LO SPAZIO CENTRALE IN CUI ERANO POSTE LE GOMME A PALLINA. LO SPAZIO ERA CHIUSO ANTERIORMENTE DA UN VETRO (QUI' RIMOSSO) CHE ANDAVA INFILATO NELLE DUE "ROTAIE VIBILI IN FOTO CHE CORRONO LUNGO LE DUE COLONNE DELLE FIGURINE.            L'ALTRO PARTICOLARE E' MECCANICO E SI RIFERISCE AL MOVIMENTO DELLA BASE INDOTTO DALLA ROTAZIONE DELLE MANOPOLA. SI NOTI COME I FORI DI EROGAZIONE SONO DECISAMENTE IN POSIZIONE DIVERSA.

 

 
5. L’EROGAZIONE DELLA FIGURINA 

CONTEMPORANEAMENTE UN’ALTRA PARTE DEL MECCANISMO SFRUTTAVA LA ROTAZIONE DELLA MANOPOLA ATTRAVERSO UN BRACCIO METALLICO COLLEGATO AD UN PERNO SCISSORIO CHE TRASMETTEVA IL MOTO IN AVANZAMENTO AD UNA “PLACCA DÌ EROGAZIONE” ( METALLICA CON RIALZO TARATO POSTERIORMENTE), ALLA DESTRA DEL DISPOSITIVO ED IN ARRETRAMENTO AD UNA ANALOGA PLACCA POSTA ALLA SINISTRA.

IN EFFETTI LE DUE PLACCHE DOVEVANO COMPIERE CIASCUNA UN MOVIMENTO IN AVANTI ED UN MOVIMENTO INDIETRO, PER RITORNARE NELLA POSIZIONE DÌ PARTENZA. 

LA PLACCA AVANZANTE SPINGEVA LA FIGURINA FUORI DAL DISPENSER, MENTRE L’ALTRA PLACCA CHE ERA IN POSIZIONE AVANZATA RITORNAVA INDIETRO POSIZIONANDOSI PER SPINGERE FUORI LA FIGURINA SUCCESSIVA DURANTE IL SUCCESSIVO MOVIMENTO CHE DOVEVA ESSERE PER FORZA IN AVANTI.

 

PARTICOLARE DELLE DUE COLONNE PORTA FIGURINE VUOTE. SONO BEN VISIBILI SUL FONDO LA PLACCHE DI SPINTA. SI NOTI COME UNA, QUELLA SINISTRA, SIA IN POSIZIONE AVANZATA, MENTRE QUELLA A DESTRA SIA IN POSIZIONE ARRETRATA.                                LA PLACCA DI SINISTRA HA APPENA SPINTO FUORI UNA FIGURINA, QUELLA DI DESTRA SPINGERA', INVECE LA PROSSIMA.

 L’EROGAZIONE DELLA FIGURINA AVVENIVA, QUINDI, IN MANIERA  ALTERNATA, UNA VOLTA A SINISTRA ED UNA VOLTA A DESTRA, MENTRE LA GOMMA SI RECUPERAVA SEMPRE E SOLO AL CENTRO, NELLA BUCA DÌ DISTRIBUZIONE. 

SOPRA LE FIGURINE SI METTEVANO DELLE PLACCHE DÌ FERRO O DÌ PIOMBO CHE FUNGEVANO DA COMPRESSIONE VERSO IL BASSO PER LE FIGURINE. 

IL SISTEMA DÌ DISTRIBUZIONE “ALTERNATO DELLE FIGURINE ERA ADOTTATO NEI DISPENSER DÌ SECONDA GENERAZIONE PER FAR SI CHE IL RIVENDITORE NON DOVESSE RICARICARE SPESSO IL DISPENSER DÌ FIGURINE.
IN TALE MODO, INFATTI VENIVA RADDOPPIATA LA QUANTITA’ DISPONIBILE DÌ FIGURINE EROGABILI. 

I PRIMISSIMI DISPENSER ERANO PERO’ A MONO FERITOIA DÌ EROGAZIONE, PER CUI, UNA VOLTA COMPLETATA LA PRIMA PARTE DEL “VIAGGIO” LA “PLACCA DÌ EROGAZIONE” RITORNAVA IN POSIZIONE DÌ SPINTA DURANTE I SECONDI 180 GRADI DÌ ROTAZIONE DELLA “MANOPOLA DÌ EROGAZIONE”, MA VEDREMO CON PIU’ DETTAGLI QUESTO ASPETTO TRATTANDO UN DISPENSER UNO+ UNO. 

LA PARTE POSTERIORE DI QUESTA “PLACCA DÌ EROGAZIONE”, ABBIAMO DETTO, ERA DOTATA DÌ UN SOPRALZO TARATO PARI ALLA ALTEZZA DELLA FIGURINAE QUINDI, NEL MOVIMENTO AVANZANTE INCONTRAVA IL BORDO CORTO DELLA FIGURINA  E LE TRASMETTEVA IL MOVIMENTO DI AVANZAMENTO. 

TERMINATA LA FASE DI AVANZAMENTO LA PLACCA RIENTRAVA IN SEDE COMPIENDO IL PERCORSO INVERSO MENTRE LA FIGURINA SPINTA DI QUALCHE CENTIMETRO IN AVANTI AVEVA TROVATO SFOGO IN UNA FERITOIA DI LARGHEZZA FISSA MA DI ALTEZZA VARIABILE GRAZIE AD UNA COMPONENTE METALLICA MONTATA ALL’INTERNO DEL DISPENSER E QUINDI NON VISIBILE DALL’ESTERNO E AVENTE  SUPPORTI REGOLABILI CHE DA SOPRA LA FERITOIA, COME UNA “GHIGLIOTTINA” PERMETTEVANO DÌ REGOLARE L’ALTEZZA DÌ CIO’ CHE POTEVA USCIRE OVVERO PERMETTEVA IL PASSAGGIO DÌ UNA SOLA FIGURINA ALLA VOLTA. 

LA PLACCA METALLICA MOSSA DAL MECCANISMO MANUALE E DEPUTATA A SPINGERE IN AVANTI LA FIGURINA AGIVA ALL’INTERNO DI UNA CAMERA, CHE LA VINCOLAVA LATERALMENTE, SULLA QUALE INSISTEVA UNA PILA DI CIRCA 400 FIGURINE SOVRAPPOSTE SULLA QUALE INSISTEVANO UNA O PIU’ PLACCHE DÌ METALLO (O DI FERRO O DÌ PIOMBO) DEL PESO DI CIRCA 250 – 350 gr, AVENTI LO SCOPO DI MANTENERE SOTTO PRESSIONE IL BLOCCO DI FIGURINE CHE NON DOVEVA ASSOLUTAMENTE ALZARSI QUANDO, NELLA SUA PARTE BASSA, RICEVEVA  IL CONTATTO E LA SPINTA DELLA “PLACCA METALLICA DÌ EROGAZIONE”.

        

 NELLE DUE FOTO SOPRA SI NOTANO LE FIGURINE INSERITE NELLA COLONNA DI DESTRA E NELLA IMMAGINE DI DESTRA, LA COLONNA DELLE FIGURINE E' SORMONTATA DAI PESI METALLICI CHE CONFERIVANO "PESO" ALLA COLONNA.
NELLA PARTE BASSA DELLA FOTO DI SINSTRA SI NOTA IL VANO CASSA E, APPENA VISIBILI LE DUE GHIERE AVVITABILI CHE SERVIVANO PER FERMARE IL PIEDISTALLO ALLA PARTE BASSA DEL DISPENSER.

 

6.  LA PARTE DEL CONTENITORE E LA “CARROZZERIA”

DAL PIANO DEI MECCANISMI SI ALZAVANO DUE COLONNE PORTA FIGURINE, UNA A DESTRA E L’ALTRA A SINISTRA, VUOTE DÌ DIMENSIONI IDENTICHE (POCO PIU’ GRANDI) ALLE FIGURINE, NEL CUI INTERNO ANDAVANO, APPUNTO POSTE LE FIGURINE STESSE, SORMONTATE, COME DETTO, DA PLACCHE METALLICHE LIBERE CON FUNZIONE DÌ PESI.

NEL FONDO DELLE COLONNE, CHE ERANO CHIUSE DAL LATO FRONTALE ED APERTE NEL LATO POSTERIORE, SUL LATO FRONTALE, ERA RICAVATA, IN BASSO UNA PICCOLA FERITOIA DÌ DIMENSIONI IDENTICHE AL LATO CORTO DELLA FIGURINA (FERITOIA DI EROGAZIONE).

NELLA PARTE INTERNA DELLA COLONNA DELLE FIGURINE, IMMEDIATAMENTE SOPRA LA FERITOIA DÌ EROGAZIONE ERA POSIZIONATA UNA “GHIGLIOTTINA” REGOLABILE CHE CONSENTIVA LA REGOLAZIONE FINE DELLO SPAZIO DELLA FERITOIA PER FAR SI CHE SOLO UNA FIGURINA POTESSE ESSERE SPINTA FUORI DALLA FERITOIA.

NELLA PARTE POSTERIORE LE DUE COLONNE ERANO COLLEGATE TRA LORO DA UNA LAMIERA CHE CREAVA UNO SPAZIO CHIUSO SU TRE LATI.

LA CHIUSURA DEL QUARTO LATO (SUL FRONTE, DELLO SPAZIO CENTRALE) ERA REALIZZATA ATTRAVERSO UN VETRO TRASPARENTE INFILATO TRA DUE BINARI.

ECCO COSI’ REALIZZATO LO SPAZIO CHIUSO DA UTILIZZARE PER LE GOMME AMERICANE, IN POSIZIONE CENTRALE E CON UN LATO TRASPARENTE PER PERMETTERE LA “VISIONE” DEL DOLCIUME!

SOPRA LE DUE COLONNE E LO SPAZIO PER LE “CICCHE” SI PONEVA UN “CAPPELLO IN LEGA METALLICA CHE CHIUDEVA E DAVA FORMA FINITA AL DISPENSER, ANDANDOSI AD INCASTRARE PERFETTAMENTE CON LA PARTE BASSA, PORTANTE DEL DISPENSER.

IL "COPERCHIO" CHE CHIUDEVA DALL'ALTO IL DISPENSER. SI NOTANO BENE LE DUE FERITOIE DI EROGAZIONE ELA PARTE CENTRALE RIENTRANTE NELLA QUALE TROVAVA INCASTRO LA MANOPOLA DI ROTAZIONE, LA PARTE IN METALLO NON COLORATO CHE E' AL CENTRO DEL "COPERCHIO" ERA L'INVITO PER LA IMMISSIONE DELLA MONETA DA 10 LIRE.

 QUESTA “CARROZZERIA” ERA POI FERMATA ALLA PARTE INTERNA ATTRAVERSO UNA SERRATURA CON CHIAVE CHE ANDAVA A PORTARE UN PISTONCINO CON BAIONETTA O ROSTRO ROTANTE CHE ANDAVA AD  INCASTRARSI AD UN PERNO  FISSO POSTO IN ALTO, ALL’INTERNO DEL CONTENITORE DELLE GOMME.

 ALL'INTERNO E QUASI SUL FONDO DEL COPERCHIO, NELLA  PARTE ALTA DEL RETRO DELLO STESSO ERA POSIZIONATA LA CHIUSURA COMNDATA DA UNA CHIAVE, CHE PERMETTEVA DI BLOCCARE IL COPERCHIO AL RESTO DEL DISPENSER. IL PARTICOLARE DELLA CHIUSURA E' VISIBILE IN FOTO NELLA PARTE BASSA A DESTRA.

COMODI MA UN PO’ TRABALLANTI PIEDINI, REGGEVANO IL TUTTO FUORI DELLE TABACCHERIE E DEI GIORNALAI DÌ ALLORA CON NOI BAMBINI CHE LI GUARDAVAMO CON DESIDERIO, DISPENSATORI DÌ CICCHE, FIGURINE E SOGNI.

SOSTANZIALMENTE IL DISPENSER ERA TUTTO QUI’!

 

7.  ASPETTI COLLEZIONISTICI

IL VALORE DÌ UN DISPENSER SIDAM “MAXIMA” E' DA AMATORE E VA DAI 150 AI 250 – 300 EURO A SECONDA DELLO STATO DI CONSERVAZIONE E DEL MODELLO E, OVVIAMENTE SE E' IN UNA ASTA, DEL NUMERO DI AGGUERRITI CONCORRENTI CHE SE LO CONTENDONO.

UN MODELLO RESTAURATO BENE DEVE TNERE CONTO, NELL'ESSERE PREZZATO DEL LAVORO CHE C'E' DIETRO L'OPERA DI RESTURO, SPECIE SE FATTA PROFESSIONALMENTE IN MODO GENUINO.
TUTTAVIA CHI HA INTENZIONI DI RIVENDERE IL DISPENSER FAREBBE MEGLIO A NON RESTAURALO PERCHE' RISCHIEREBBE POI DI NON RIUSCIRE A VENDERLO SE I COTI DOVESSERO LIEVITARE TROPPO.
IN FONDO ALLORA CONVIENE RISPERMIARE SUL PREZZO DI BASE E POI DIVERTIRS CON L'OGGETTO RESTAURANDOLO PERSONALMENTE O FASCENDOLO RESTAURARE DA TERZI, SOTTO LA PROPRIA SUPERVISIONE.

LA PRIMA COSA CHE VA VALUTATA E’ LA FUNZIONALITA’ OVVERO LA POSSIBILITA’ DÌ RUOTARE LA MANOPOLA E DEL MOVIMENTO CORRETTO DÌ TUTTE LE COMPONENTI CHE DEVONO ESSERE PRESENTI.

DOVRA’ POI ESSERE VALUTATO LO STATO DÌ CONSERVAZIONE DELLE PARTI ROTANTI IN LEGA CHE SONO QUELLE CHE RISENTONO MAGGIORMENTE DEI SEGNI DEL TEMPO E DELL’UMIDITA’ CHE PORTANO IL DISTRACCO DELLE CROMATURE (MA IL MAXIMA PER FORTUNA NON NE AVEVA).

LA REPERIBILITA’ E’ BUONA ANCHE SE OCCORRE PAZIENZA E SAPER ASPETTARE L’OCCASIONE DESIDERATA, RICORDANDO CHE QUESTI MODELLI ERANO I PIU’ DIFFUSI SUL TERRITORIO NAZIONALE ED ANCHE I PIU’ ROBUSTI, QUINDI NUMERICAMENTE E QUALITATIVAMENTE IDONEI AD ESSERSI CONSERVATI NEL TEMPO IN CONDIZIONI MIGLIORI ED IN QUANTITA’ MAGGIORI RISPETTO AD ALTRI DISPENSER DELL’EPOCA.

 

 

PARTICOLARE DELLA BOCCHETTA DI EROGAZIONE DEL CHEWINGUM. SI NOTI LA SCRITTA SIDAM - TORINO

 

   
   
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